giovedì 28 gennaio 2021

Invito alla lettura: Tutte le strade partono da Roma di F. Rutelli

                           


di Claudio Strizzi (realizzato per il blog LabMente)

Tutte le strade partono da Roma. Una storia fatta di complessità, pluralità, stratificazioni.

Il bel libro di Francesco Rutelli è un invito a guardare Roma con la dovuta attenzione ed è rivolto non solo ai suoi concittadini, ma a tutti i concittadini italiani.

Rutelli ripercorre spesso momenti della propria vita trascorsi tra le strade di Roma per farsi guida tra segni e simboli presenti in luoghi nascosti o sconosciuti ai più:

C’è un confine tra la grandezza e le piccole cose di Roma? No. Le cose più piccole possono avere intrecci – stratificazioni – che schiudono prospettive sorprendenti, a volerle osservare.

Un continuo di collegamenti tra spazi e storia, un percorso dalle diverse discontinuità territoriali e temporali. Un cammino caratterizzato da una sensazionale realtà millenaria e un destino che non potrà mai fare a meno del suo passato.

Lungo le strade consolari e tra viuzze, vicoli e stradine, così come nelle piazze e dentro i giardini.

Archi, obelischi, monumenti, palazzi e chiese sovrapposti o intrecciati ad elementi naturali come terreni vulcanici e argille, sorgenti e laghi, torrenti e fiumi, paludi e mare, prati e alberi.

Un racconto che, con mio grande piacere, parte da Piazza di Porta Maggiore, un luogo simbolo della città e un luogo che ben rappresenta i principi fondamentali di solidità, utilità e bellezza propri della grandezza dell’Impero Romano:

Ho deciso di partire da qui: in questo punto elevato convergevano i grandi acquedotti (oggi linee ferroviarie), e ora debbo scegliere dove andare.

E da lì Rutelli, che ha avuto il privilegio di essere il Primo Cittadino della città in un momento storico particolare, raccontando aneddoti curiosi (con Scalfaro, Fidel Castro, Pasolini, Biden, e altri), ci porta in giro per il mondo per farci riflettere sulla grandezza di Roma.

Una storia fatta di eventi decisivi e trasformazioni profonde. Una descrizione rivolta per gran parte ai tanti significati che provengono dal passato ma senza tralasciare mai il dovuto sguardo al futuro:

Che meraviglia, avere vent’anni oggi! Che meraviglia non avere paura, proporsi di rivoluzionare la vita contemporanea di Roma senza rinunciare a tutte le conoscenze e le capacità critiche che questi tremila anni ci hanno irriducibilmente donato.

domenica 29 marzo 2020

Una riflessione "a voce alta".




Per diverso tempo tanti di noi si sono impegnati per far comprendere che ci sono modalità, diverse rispetto a quelle tradizionali, che permetterebbero di generare grandi opportunità nel mondo del lavoro e in tanti altri campi della vita di tutti.

Purtroppo per la gran parte dei casi si è continuato ad andare avanti senza troppi cambiamenti, a mantenere la stabilità raggiunta, chiusi nei propri recinti, forse per inerzia, per consuetudine, per paura, per scarsa capacità o perché tanta classe dirigente/imprenditoriale, con una media di età piuttosto alta, è più propensa a discutere di tematiche pensionistiche e di sovvenzioni piuttosto che di innovazione e di qualità.

Poi arriva un momento di instabilità come questo che impone un repentino cambio di rotta e ci si ritrova improvvisamente catapultati in una realtà diversa.
Tanti stanno cercando ora di arrangiarsi al meglio delle loro possibilità. Tra le aziende e le famiglie c'è chi sta riconvertendo le attività o modificando le proprie abitudini.

Una realtà, questa, che però ora presenta molti rischi: il sovraccarico delle infrastrutture, zone senza rete, pochi strumenti tecnico/informatici, software spesso non aggiornati, piattaforme e applicazioni diverse per il lavoro di ciascuno o la scuola dei figli (pensate a chi ha 2 o 3 figli), per le attività extralavoro o extrascolastiche come corsi, catechismo, medico, inps, spesa, ecc. E poi orari che si accavallano, scarsa capacità ad usare sistemi tecnologici, e così via.

Quello che si sta facendo è quello che si può, un navigare abbastanza a vista. E bisogna andare avanti senza dimenticare chi sta soffrendo di più in questa situazione.

Finito questo momento però più di una riflessione sarà necessaria.

Ritengo sia obbligatorio per tante realtà prendere davvero quella via che parla di innovazione, semplificazione, formazione, ricerca.

Una via smart per il futuro che trasformi finalmente tutti quei rischi in grandi opportunità.



sabato 18 gennaio 2020

Incontri con l'autore: Davide Giacalone presenta LeAli all'Italia.




"LA PAURA È UNA BRUTTA BESTIA e, al contrario, della prudenza, porta male. La paura di non potere più essere artefici del proprio destino, responsabili della propria sorte. Per nascondere il labbruzzo tremolo, si prova a far la faccia feroce, illudendosi di credere e far credere che la responsabilità sia sempre solo di altri e di altro, mai di quel che si fa o non si sa fare. Si prova ad immaginare che sia la realtà ad avere tolto sovranità laddove, all'opposto, la si smarrisce proprio per la voglia malata di negare la realtà".

LeAli all'Italia, di Davide Giacalone, parla di questo e di tanto altro.

Sabato 8 febbraio sarò presente alla presentazione del libro a Roma, dove con grande piacere ho accettato l'invito ad intervenire.

Una bella occasione per discutere, ragionare e riflettere sul futuro del nostro Paese.

lunedì 17 giugno 2019

Sulle orme di San Francesco all'Isola Maggiore



Cosa c'è di meglio di una giornata di sole per fare una bella gita al lago? Appena potete prendete e partite... destinazione Lago Trasimeno.

Recatevi a Castiglion del Lago o Passignano e salite sul traghetto per godere di tutto lo splendore del lago e per fare un'escursione sull'Isola Maggiore, quella tra le tre presenti più ricca di storia e arte.



Appena sbarcati, lasciato il molo, sarete subito dentro il caratteristico borgo quattrocentesco di pescatori, la cui unica strada, Via Guglielmi, ristrutturata per riprendere la pavimentazione originaria, vi permetterà di passeggiare tra deliziose case e particolari attività artigianali.

Lungo la strada potrete fare tappa in alcuni storici luoghi del villaggio come il Palazzo del Capitano del Popolo, il Museo del Merletto, la Chiesa del Buon Gesù e il Palazzo Medievale.



La Casa del Capitano, o "dell'antico orologio" (per l'orologio posto sulla sua facciata) è un edificio in pietra arenaria a caratteri gotici, utilizzato per ospitare qualche personaggio di un certo rilievo (il Capitano del Popolo) e comunque rappresentante del governo comunale di Perugia da cui dipendeva l'isola. Al suo interno un centro di documentazione ed alcune opere d'arte come un crocifisso di legno e panno e altre opere realizzate per le processioni delle diverse confraternite.

Il Museo del Merletto, ospitato nel Palazzo delle Opere Pie, conserva e mostra le opere realizzate dalle merlettaie isolane. Per volere della Marchesa Elena Guglielmi, nei primi del Novecento, venne qui fondata per le figlie dei pescatori una scuola-laboratorio di ricamo, in particolare del merletto a "punto d'Irlanda".

La Chiesa del Buon Gesù (uno tra gli ben otto edifici religiosi tra chiese e oratori), in stile neobarocco, oratorio di quella che forse è la più importante confraternita dell'isola (quella di Santa Maria), ospita all'interno alcune tele del Seicento e del Settecento di autori locali ed un altare molto curato che ricorda il baldacchino della Basilica di San Pietro a Roma.

Il Palazzo Medievale, articolato su tre piani con eleganti finestre monofore con archi a tutto sesto, è una testimonianza di architettura medievale che ospitò lo scultore-incisore isolano Gildo Bartocci, oltre a qualche altro personaggio appartenente ad ordini militari religiosi.

Dopo la visita di questi luoghi, potreste abbandonarvi al totale relax godendo di panorami spettacolari o gustando qualche piatto prelibato lungo le rive del lago.

Sicuramente allettante l'idea ma così vi perderete alcuni tra gli altri interessantissimi e forse più importanti punti di interesse che riserva questa isola.

E allora seguendo le indicazioni, cominciate a percorrere uno dei sentieri che si diramano dalla via principale, tra oliveti e macchia mediterranea, tra fagiani e lepri (che facilmente potrete incontrare).

Dovete sapere che quest'isola è uno dei luoghi legati a San Francesco, poichè qui si fermò nel 1211 per i 40 giorni della Quaresima facendo diguino e preghiera. Vi sono alcune testimonianze che segnano tale passaggio come lo Scoglio di S. Francesco, ovvero il posto dove sbarcò (secondo la leggenda sono ancora impressi sulla pietra i gomiti e le ginocchia del santo), le due piccole cappelle poste di fronte allo scoglio (da dove scaturisce una sorgente che la narrazione vuole scoperta da Francesco) ed una statua bronzea donata dai frati francescani nel 1982.

Questi punti di interesse possono essere raggiunti facilmente percorrendo il lungo lago e da qui si può salire alla scoperta dell'interno dell'isola prendendo il sentiero di San Francesco.


 Una agevole passeggiata permette di visitare gli altri luoghi simbolo di Isola Maggiore:
  • la Pieve di San Michele Arcangelo (XIII° secolo), tra i monumenti più significativi di tutto il lago, è molto caratteristica per gli interni dove sono presenti affreschi risalenti ad un periodo tra la fine del Duecento ed i primi del Cinquecento;
  • la Chiesa di San Salvatore, ovvero l'edificio più antico dell'isola (seconda metà del XII° secolo), di forma romanica ad unica navata con l'aggiunta successiva di due corpi laterali;
  • la piccola Chiesa di San Leonardo, costruita nel 1421, di cui restano solo alcuni ruderi;
  • la Chiesa ed il Convento di San Francesco (risalente al 1328), un tempo sede dei francescani e luogo ricco di opere d'arte. In seguito all'abbandono dei frati, divenne residenza privata del Marchese Guglielmi di Civitavecchia, il quale denominò la struttura, dopo un importante restauro, "Villa Isabella" in omaggio alla propria moglie. Oggi l'intero complesso, che nel frattempo ha cambiato destinazione d'uso, è in vendita e forse diverrà albergo di lusso;
  • i resti di due mulini a vento che servivano per le necessità di un progressivo incremento demografico registrato intorno alla metà del 1400.


Per concludere, si può affermare che, quello sull'Isola Maggiore, è complessivamente un percorso affascinante, dove andare alla scoperta di un prezioso patrimonio artistico e godere di un bellissimo contesto naturale.


lunedì 3 giugno 2019

Incontri con gli autori: Mauro Rubini, curatore d'arte.



Sabato 8 giugno 2019 alle ore 17.00 a Roma si inaugura un affascinante evento artistico di pittura, scultura e fotografia dal titolo "CONTRASTI" presso la Galleria Spazio I.DE.A. di via Gaetano Casati 27. La mostra potrà essere visitata dal giorno 8 giugno fino al giorno 15 giugno (festivi esclusi) dalle 17.00 alle 19.00 (ingresso libero).



L'Arte si nutre di bellezza ed è sempre una danza di contrasti.

Opere d'arte che mostrano la meraviglia della luce che si svela nell'ombra e che consente all'occhio di focalizzare l'attenzione su netti contrasti spesso disarmonici, ma al contempo illuminanti.

Quadri, fotografie e sculture in cui trasparenze, colori e materiali creano illusioni deformanti della realtà che suggeriscono allo spettatore un'apparenza sottile dove tutto è possibile: ora il dubbio del mistero, ora la meraviglia della sorpresa.




Info e contatti:

Mauro Rubini
rbn.arte@gmail.com
340 5434397

martedì 5 febbraio 2019

Tour tra i borghi del tufo: Pitigliano, Sorano e Sovana.



C'è un itinerario non molto conosciuto ma davvero speciale nel sud della Toscana che merita di essere percorso e ammirato almeno per un week-end.

Si trova all'interno di una zona chiamata "area del tufo" caratterizzata da speroni sui quali sono state erette cittadine di origine etrusca, come Pitigliano, Sorano e Sovana, e particolari strade e ambienti in tutto il territorio circostante (Vie Cave, necropoli e altri piccoli insediamenti rupestri) che rappresentano un vero e proprio parco archeologico.


Il percorso che descrivo comincia da Pitigliano, anche chiamata con il sorprendente nome di "Piccola Gerusalemme" in quanto è presente un antico quartiere ebraico la cui comunità era fiorita nel XVII secolo grazie alla protezione della famiglia Orsini (il ghetto fu istituito dai Medici nel 1622). L'interno dei locali scavati nel tufo fu adibito a diverse attività legate ai bisogni della Comunità. Troviamo spazi per i bagni rituali, per la produzione e conservazione del vino Kasher, per la macellazione Kasher, per la cottura di dolci e pane azzimo, per il lavaggio e la concia dei tessuti e una Sinagoga crollata (negli anni '60) e in seguito ricostruita (1995).


Da visitare a Pitigliano, oltre il quartiere ebraico, all'interno della cinta muraria alla quale si può accedere da due porte (Porta di Sovana e Porta della Cittadella), poi l'Acquedotto Mediceo che permetteva l'approvvigionamento idrico della cittadina (risalente al XVI secolo), l'imponente Palazzo Orsini, una fortificazione realizzata nei secoli XI-XII ed oggi sede di un museo ricco di opere d'arte e reperti archeologici della zona, le fontane presenti in Piazza della Repubblica e, più avanti, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, insieme ad altri palazzi ed edifici storici che fanno del borgo di Pitigliano un vero e proprio gioiello artistico, storico e culturale.


Sorano, la seconda tappa che vi presento, è conosciuta con un nome altrettanto particolare ovvero la "Matera della Toscana".

E' davvero piacevole passeggiare tra le strette vie di questo borgo arroccato su una rupe tufacea dalla quale si gode una splendida vista su tutto il caratteristico paesaggio circostante. Anche Sorano presenta una cinta muraria che protegge il centro storico e le due porte di accesso si trovano proprio a ridosso di due elementi strategici per la difesa del paese: la Porta di Sopra, o Arco di Ferrini, si trova accanto alla Fortezza Orsini, una imponente struttura fortificata che ospita il Museo del Medioevo e del Rinascimento, mentre la Porta dei Merli, o Porta di Sotto, che ancora conserva alcuni elementi caratteristici del ponte levatoio presente in passato, si trova ai piedi del Masso Leopoldino (chiamato anche Rocca Vecchia), forse l'elemento turistico più significativo di Sorano in quanto presenta una ampia terrazza panoramica sulla quale svetta la Torre dell'Orologio.


"L'orologio della Rocca Vecchia dove la tromba di guerra (suonava e la pronta difesa,) placido io l'ore lente suono a (una lenta vita.)". Manfredo Vanni

Una targa nei pressi della Torre riporta questa frase unendo così arte, storia e cultura per animare la visita del turista. Incontrerete ancora tante iscrizioni proseguendo la piacevole passeggiata tra botteghe artigiane, palazzi storici, attività commerciali, il quartiere ebraico, la Colleggiata di San Niccolò e tanto altro.

Diversa ma altrettanto piacevole la visita di Sovana, piccola frazione del comune di Sorano, che mostra le sue attrazioni lungo un breve percorso abbastanza pianeggiante. Piazza del Pretorio è la piazza centrale e principale. In questa piazza, oltre a gustare qualcosa nei locali come gelaterie e bar, possiamo vedere la Chiesa di Santa Maria Maggiore (al suo interno si trovano opere di notevole interesse artistico come affreschi, dipinti ed un antico ciborio), il Palazzo dell'Archivio (sulla cui facciata è presente un orologio), la Loggia del Capitano e la chiesetta di San Mamiliano. Proprio  quest'ultimo luogo è diventato particolarmente famoso per il ritrovamento del tesoro di San Mamiliano, anche detto il tesoro di Montecristo: 498 monete d'oro coniate tra il 457 e il 474 d. C. scoperte durante i lavori di restauro della chiesa.

Lasciando la Piazza del Pretorio si può percorrere la via che porta al Duomo (la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo), un edificio in stile romanico gotico con portale ricco di decorazioni e interno semplice ma davvero interessante per dei particolari specifici (come ad esempio l'orientamento astronomico che il giorno 21 giugno permette ad un raggio di sole di attraversare la navata e colpire anche la sottostante cripta paleocristiana), oppure la strada che giunge fino alla Rocca Aldobrandesca, una fortificazione edificata su resti di epoca etrusca di cui ormai restano solo alcune parti come una torre e una parte delle mura.



Oltre a visitare questi bellissimi borghi, se avete ancora tempo e voglia di sgranchirvi le gambe, mettetevi in cammino e percorrete le Vie Cave, ovvero dei percorsi semi-sotterranei dove nel corso del tempo si è fatto sempre più stretto il legame tra l'uomo e la pietra. Una rete di sentieri scavati nel tufo che, tra atmosfere suggestive e un velo di mistero, vi faranno fare un tuffo nel passato camminando accanto ai solchi lasciati dai carri, incontrando grotte e necropoli ed osservando altri segni legati al passaggio millenario dell'uomo per questi luoghi. 

E se tutto questo non vi basta, oltre a gustare i piatti della buona cucina locale, seguite il mio esempio e godetevi un po' di relax beneficiando delle preziose proprietà magnesio-calciche delle acque che scaturiscono dalle sorgenti termali della zona (in foto le Terme di Sorano).


mercoledì 23 gennaio 2019

Un viaggio sulle tracce di un grande capolavoro della letteratura: Don Chisciotte de La Mancha.



Questa è la storia di un cavaliere innamorato e del suo fedele scudiero.

"El ingegnoso hidalgo don Quijote de La Mancha" è una delle novelle più importanti della letteratura mondiale realizzata dallo spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra.

Questo libro (in realtà composto da due parti con la seconda realizzata alcuni anni dopo la prima) sembra quasi un'autobiografia fantastica della vita dello scrittore Cervantes, un pò travagliata e un pò critica come il protagonista delle tante avventure del libro: Don Chisciotte.

"Con questi e simili discorsi perdeva il giudizio il povero cavaliere e non dormiva per comprenderli e trovargli un senso, ma non l'avrebbe trovato e compreso neanche Aristotele in persona se fosse resuscitato solo per questo".

E forse non è un caso che questa opera così ingegnosa, che riesce a mettere insieme elementi della realtà mai troppo espliciti e storie fantastiche vissute come fossero vere, fu iniziata durante un periodo di prigionia di Cervantes (un altro riferimento importante per la nascita di questa opera è sicuramente la città di Toledo). In quei tempi (siamo a cavallo tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600) non si poteva essere troppo "espliciti" per avere il permesso della pubblicazione e allora meglio dare spazio ad un cavaliere che perde il lume della ragione estraniandosi dalla vita reale.

"si immerse tanto in quelle letture che passava le notti dal tramonto all'alba, ed i giorni dall'alba al tramonto, sempre a leggere; e a forza di dormir poco e di leggere molto, gli si inaridì il cervello al punto che perse il senno. Gli si riempì la fantasia di tutto quello che leggeva nei libri, d'incantesimi, contese, battaglie, sfide, ferite, corteggiamenti, amori, tormenti ed altre impossibili inesattezze, e si convinse a tal punto che quella macchina d'immaginarie invenzioni che leggeva fosse vera, che per lui non esisteva al mondo storia più veritiera".


Ma veniamo ora ai luoghi che fanno da sfondo alle tante avventure di Don Chisciotte e del suo "fedele" scudiero Sancho Panza. Dalla fantasia di Cervantes prende corpo un'opera ambientata in posti mai pienamente specificati ma che sono molto conosciuti dallo stesso scrittore.

"In un luogo della Mancha, di cui non voglio ricordarmi il nome, non molto tempo fa viveva uno di quei cavalieri con la lancia e un vecchio scudo nel ripostiglio, un magro ronzino e un levriero da caccia".

Siamo nella zona della Meseta centrale della Penisola iberica, nella regione della Castilla-La Mancha. Forse si vuole lasciare spazio all'immaginazione o forse non si vuole troppo legare le azioni del protagonista a collocazioni geografiche ben distinte.


Nonostante ciò leggendo man mano il testo si possono trovare indicazioni su alcuni di questi.

Lancia alla mano, le avventure del celebre cavaliere Don Chisciotte avvengono nel pieno della campagna manchega (ampia, pianeggiante e a volte desolata). Lo si può immaginare dirigersi in più direzioni: verso Campo de Montiel e la zona della Ruidera, verso El Teboso, Tomelloso o Consuegra, e ancora verso altre zone delle province di Toledo, Cuenca e Ciudad Real (in alcuni casi arrivò ancora più lontano fino a raggiungere il mare dalle parti di Barcellona).

Per chi vuole visitare questi luoghi c'è sempre la possibilità di seguire gli itinerari realizzati dal governo regionale della Castilla-La Mancha, percorsi ecoturistici che permettono di visitare splendidi scenari naturali, di conoscere usi e costumi del luogo, gustare i prodotti gastronomici, e ancora tanto altro.

Qualunque percorso vorrete seguire però non potete perdervi alcuni posti per vivere da vicino le vicende del libro e viaggiare con la fantasia.

Come il castello di Belmonte nelle cui vicinanze è ambientato il duello tra Don Chisciotte ed il Cavaliere degli Specchi. Un castello, come tanti altri presenti nella zona, che sono stati recuperati e valorizzati grazie ad un importante piano di investimento e restauro da parte delle istituzioni spagnole.



Assolutamente da non perdere poi la visita a quelli che sono gli elementi più rappresentativi e forse ciò che ci fa pensare subito a Don Chisciotte: i mulini a vento.

"A un certo punto, videro in lontananza trenta o quaranta mulini a vento che si trovavano in quelle campagne, e subito don Chisciotte disse al suo scudiero:
- La fortuna guida le nostre cose meglio di quanto noi stessi potremmo desiderare: perchè guarda lì, amico Sancho Panza, ecco una trentina, o poco più, di giganti smisurati, io ho intenzione di combattere con essi e di togliere la vita a tutti, in modo che con le loro spoglie cominceremo ad arricchirci, giacché questa è una buona guerra ed è servire Dio spazzare via una così triste semenza dalla faccia della terra".


Ne possiamo trovare ancora 10 a Campo de Criptana a fronte dei tanti (30-40) presenti nel passato. Mulini a vento molto importanti per l'economia della zona in quanto permettevano di macinare cereali e divenuti nel tempo segno di identità e simbolo di questo territorio.

Un'altra decina si possono osservare a Consuegra (e forse questi sono proprio quelli della novella di Cervantes) accanto ad un altro castello che si affaccia su tutta la campagna circostante.


E poi ci sono luoghi come El Teboso, la città dell'amata Dulcinea, paesino tra i più rappresentativi de La Mancha più antica (casine bianche e strade di ciottoli).

Puerto Lapice, invece, doveva essere un luogo scelto da Don Chisciotte per nuove avventure in quanto luogo di incrocio di cammini e diverse locande.

"...si avviarono a Puerto Lapice, poiché Don Chisciotte asserviva che lì non sarebbero mancate molte e diverse avventure, essendo quello un luogo di gran passaggio".

Ancora il Parco Naturale delle Lagune di Rudeira, una serie di lagune e piccole cascate, il Castello di Rocafrida e la Grotta di Montesinos, dove Don Chisciotte si fa calare e fantastica di cose strane per un'intera notte.

Questo e tanto altro troverete sulla rotta di Don Chisciotte: luoghi, panorami, scenari dove un cavaliere errante in groppa al suo ronzino e accanto al suo scudiero lottava per irrangiungibili ideali che inquietano i cuori di tutti gli uomini.

"E voglio che vostra reverenza sappia che io sono un cavaliere della Mancha, chiamato Don Chicotte, e che è mio dovere e mio compito andare per il mondo a riparare torti e porre rimedio alle offese".



N.B. Le citazioni sono riprese dal testo "Don Chisciotte della Mancha", Cervantes, 2009, Newton Compton Editori (cura e traduzione di B. Troiano e G. Di Dio, Edizione integrale, collana "I Mammut").

Invito alla lettura: Tutte le strade partono da Roma di F. Rutelli

                            di Claudio Strizzi (realizzato per il blog LabMente) Tutte le strade partono da Roma. Una storia fatta di comple...