Tutte le strade partono da Roma. Una storia fatta di complessità, pluralità, stratificazioni.
Il bel libro di Francesco Rutelli è un invito a guardare Roma con la dovuta attenzione ed è rivolto non solo ai suoi concittadini, ma a tutti i concittadini italiani.
Rutelli ripercorre spesso momenti della propria vita trascorsi tra le strade di Roma per farsi guida tra segni e simboli presenti in luoghi nascosti o sconosciuti ai più:
C’è un confine tra la grandezza e le piccole cose di Roma? No. Le cose più piccole possono avere intrecci – stratificazioni – che schiudono prospettive sorprendenti, a volerle osservare.
Un continuo di collegamenti tra spazi e storia, un percorso dalle diverse discontinuità territoriali e temporali. Un cammino caratterizzato da una sensazionale realtà millenaria e un destino che non potrà mai fare a meno del suo passato.
Lungo le strade consolari e tra viuzze, vicoli e stradine, così come nelle piazze e dentro i giardini.
Archi, obelischi, monumenti, palazzi e chiese sovrapposti o intrecciati ad elementi naturali come terreni vulcanici e argille, sorgenti e laghi, torrenti e fiumi, paludi e mare, prati e alberi.
Un racconto che, con mio grande piacere, parte da Piazza di Porta Maggiore, un luogo simbolo della città e un luogo che ben rappresenta i principi fondamentali di solidità, utilità e bellezza propri della grandezza dell’Impero Romano:
Ho deciso di partire da qui: in questo punto elevato convergevano i grandi acquedotti (oggi linee ferroviarie), e ora debbo scegliere dove andare.
E da lì Rutelli, che ha avuto il privilegio di essere il Primo Cittadino della città in un momento storico particolare, raccontando aneddoti curiosi (con Scalfaro, Fidel Castro, Pasolini, Biden, e altri), ci porta in giro per il mondo per farci riflettere sulla grandezza di Roma.
Una storia fatta di eventi decisivi e trasformazioni profonde. Una descrizione rivolta per gran parte ai tanti significati che provengono dal passato ma senza tralasciare mai il dovuto sguardo al futuro:
Che meraviglia, avere vent’anni oggi! Che meraviglia non avere paura, proporsi di rivoluzionare la vita contemporanea di Roma senza rinunciare a tutte le conoscenze e le capacità critiche che questi tremila anni ci hanno irriducibilmente donato.

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