Questa è la storia di un cavaliere innamorato e del suo fedele scudiero.
"El ingegnoso hidalgo don Quijote de La Mancha" è una delle novelle più importanti della letteratura mondiale realizzata dallo spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra.
Questo libro (in realtà composto da due parti con la seconda realizzata alcuni anni dopo la prima) sembra quasi un'autobiografia fantastica della vita dello scrittore Cervantes, un pò travagliata e un pò critica come il protagonista delle tante avventure del libro: Don Chisciotte.
"Con questi e simili discorsi perdeva il giudizio il povero cavaliere e non dormiva per comprenderli e trovargli un senso, ma non l'avrebbe trovato e compreso neanche Aristotele in persona se fosse resuscitato solo per questo".
E forse non è un caso che questa opera così ingegnosa, che riesce a mettere insieme elementi della realtà mai troppo espliciti e storie fantastiche vissute come fossero vere, fu iniziata durante un periodo di prigionia di Cervantes (un altro riferimento importante per la nascita di questa opera è sicuramente la città di Toledo). In quei tempi (siamo a cavallo tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600) non si poteva essere troppo "espliciti" per avere il permesso della pubblicazione e allora meglio dare spazio ad un cavaliere che perde il lume della ragione estraniandosi dalla vita reale.
"si immerse tanto in quelle letture che passava le notti dal tramonto all'alba, ed i giorni dall'alba al tramonto, sempre a leggere; e a forza di dormir poco e di leggere molto, gli si inaridì il cervello al punto che perse il senno. Gli si riempì la fantasia di tutto quello che leggeva nei libri, d'incantesimi, contese, battaglie, sfide, ferite, corteggiamenti, amori, tormenti ed altre impossibili inesattezze, e si convinse a tal punto che quella macchina d'immaginarie invenzioni che leggeva fosse vera, che per lui non esisteva al mondo storia più veritiera".
Ma veniamo ora ai luoghi che fanno da sfondo alle tante avventure di Don Chisciotte e del suo "fedele" scudiero Sancho Panza. Dalla fantasia di Cervantes prende corpo un'opera ambientata in posti mai pienamente specificati ma che sono molto conosciuti dallo stesso scrittore.
"In un luogo della Mancha, di cui non voglio ricordarmi il nome, non molto tempo fa viveva uno di quei cavalieri con la lancia e un vecchio scudo nel ripostiglio, un magro ronzino e un levriero da caccia".
Siamo nella zona della Meseta centrale della Penisola iberica, nella regione della Castilla-La Mancha. Forse si vuole lasciare spazio all'immaginazione o forse non si vuole troppo legare le azioni del protagonista a collocazioni geografiche ben distinte.
Lancia alla mano, le avventure del celebre cavaliere Don Chisciotte avvengono nel pieno della campagna manchega (ampia, pianeggiante e a volte desolata). Lo si può immaginare dirigersi in più direzioni: verso Campo de Montiel e la zona della Ruidera, verso El Teboso, Tomelloso o Consuegra, e ancora verso altre zone delle province di Toledo, Cuenca e Ciudad Real (in alcuni casi arrivò ancora più lontano fino a raggiungere il mare dalle parti di Barcellona).
Per chi vuole visitare questi luoghi c'è sempre la possibilità di seguire gli itinerari realizzati dal governo regionale della Castilla-La Mancha, percorsi ecoturistici che permettono di visitare splendidi scenari naturali, di conoscere usi e costumi del luogo, gustare i prodotti gastronomici, e ancora tanto altro.
Qualunque percorso vorrete seguire però non potete perdervi alcuni posti per vivere da vicino le vicende del libro e viaggiare con la fantasia.
Come il castello di Belmonte nelle cui vicinanze è ambientato il duello tra Don Chisciotte ed il Cavaliere degli Specchi. Un castello, come tanti altri presenti nella zona, che sono stati recuperati e valorizzati grazie ad un importante piano di investimento e restauro da parte delle istituzioni spagnole.
Assolutamente da non perdere poi la visita a quelli che sono gli elementi più rappresentativi e forse ciò che ci fa pensare subito a Don Chisciotte: i mulini a vento.
"A un certo punto, videro in lontananza trenta o quaranta mulini a vento che si trovavano in quelle campagne, e subito don Chisciotte disse al suo scudiero:
- La fortuna guida le nostre cose meglio di quanto noi stessi potremmo desiderare: perchè guarda lì, amico Sancho Panza, ecco una trentina, o poco più, di giganti smisurati, io ho intenzione di combattere con essi e di togliere la vita a tutti, in modo che con le loro spoglie cominceremo ad arricchirci, giacché questa è una buona guerra ed è servire Dio spazzare via una così triste semenza dalla faccia della terra".
Ne possiamo trovare ancora 10 a Campo de Criptana a fronte dei tanti (30-40) presenti nel passato. Mulini a vento molto importanti per l'economia della zona in quanto permettevano di macinare cereali e divenuti nel tempo segno di identità e simbolo di questo territorio.
Un'altra decina si possono osservare a Consuegra (e forse questi sono proprio quelli della novella di Cervantes) accanto ad un altro castello che si affaccia su tutta la campagna circostante.
E poi ci sono luoghi come El Teboso, la città dell'amata Dulcinea, paesino tra i più rappresentativi de La Mancha più antica (casine bianche e strade di ciottoli).
Puerto Lapice, invece, doveva essere un luogo scelto da Don Chisciotte per nuove avventure in quanto luogo di incrocio di cammini e diverse locande.
"...si avviarono a Puerto Lapice, poiché Don Chisciotte asserviva che lì non sarebbero mancate molte e diverse avventure, essendo quello un luogo di gran passaggio".
Ancora il Parco Naturale delle Lagune di Rudeira, una serie di lagune e piccole cascate, il Castello di Rocafrida e la Grotta di Montesinos, dove Don Chisciotte si fa calare e fantastica di cose strane per un'intera notte.
Questo e tanto altro troverete sulla rotta di Don Chisciotte: luoghi, panorami, scenari dove un cavaliere errante in groppa al suo ronzino e accanto al suo scudiero lottava per irrangiungibili ideali che inquietano i cuori di tutti gli uomini.
"E voglio che vostra reverenza sappia che io sono un cavaliere della Mancha, chiamato Don Chicotte, e che è mio dovere e mio compito andare per il mondo a riparare torti e porre rimedio alle offese".
N.B. Le citazioni sono riprese dal testo "Don Chisciotte della Mancha", Cervantes, 2009, Newton Compton Editori (cura e traduzione di B. Troiano e G. Di Dio, Edizione integrale, collana "I Mammut").
"A un certo punto, videro in lontananza trenta o quaranta mulini a vento che si trovavano in quelle campagne, e subito don Chisciotte disse al suo scudiero:
- La fortuna guida le nostre cose meglio di quanto noi stessi potremmo desiderare: perchè guarda lì, amico Sancho Panza, ecco una trentina, o poco più, di giganti smisurati, io ho intenzione di combattere con essi e di togliere la vita a tutti, in modo che con le loro spoglie cominceremo ad arricchirci, giacché questa è una buona guerra ed è servire Dio spazzare via una così triste semenza dalla faccia della terra".
Ne possiamo trovare ancora 10 a Campo de Criptana a fronte dei tanti (30-40) presenti nel passato. Mulini a vento molto importanti per l'economia della zona in quanto permettevano di macinare cereali e divenuti nel tempo segno di identità e simbolo di questo territorio.
Un'altra decina si possono osservare a Consuegra (e forse questi sono proprio quelli della novella di Cervantes) accanto ad un altro castello che si affaccia su tutta la campagna circostante.
E poi ci sono luoghi come El Teboso, la città dell'amata Dulcinea, paesino tra i più rappresentativi de La Mancha più antica (casine bianche e strade di ciottoli).
Puerto Lapice, invece, doveva essere un luogo scelto da Don Chisciotte per nuove avventure in quanto luogo di incrocio di cammini e diverse locande.
"...si avviarono a Puerto Lapice, poiché Don Chisciotte asserviva che lì non sarebbero mancate molte e diverse avventure, essendo quello un luogo di gran passaggio".
Ancora il Parco Naturale delle Lagune di Rudeira, una serie di lagune e piccole cascate, il Castello di Rocafrida e la Grotta di Montesinos, dove Don Chisciotte si fa calare e fantastica di cose strane per un'intera notte.
Questo e tanto altro troverete sulla rotta di Don Chisciotte: luoghi, panorami, scenari dove un cavaliere errante in groppa al suo ronzino e accanto al suo scudiero lottava per irrangiungibili ideali che inquietano i cuori di tutti gli uomini.
"E voglio che vostra reverenza sappia che io sono un cavaliere della Mancha, chiamato Don Chicotte, e che è mio dovere e mio compito andare per il mondo a riparare torti e porre rimedio alle offese".
N.B. Le citazioni sono riprese dal testo "Don Chisciotte della Mancha", Cervantes, 2009, Newton Compton Editori (cura e traduzione di B. Troiano e G. Di Dio, Edizione integrale, collana "I Mammut").




