20 anni. Tanto
è durata la guerra tra Etiopia ed Eritrea. Dal 1998 un conflitto, mai sopito
fino in fondo, ha visto i due Paesi contrastarsi in tutti i modi possibili.
Un primo
intervento delle Nazioni Unite del 1962 aveva sancito l’annessione dell’Eritrea
all’Etiopia, una delle prime nazioni indipendenti del Mondo oltre che dell’Africa,
causando l’avvio di rivolte e lotte culminate con l’indipendenza dell’Eritrea nel
1993.
Nel maggio del
1998 invece, dopo una consistente corsa all’approvvigionamento di armi sempre
più pesanti, uno sconfinamento di forze armate eritree nel territorio della
regione del Tigray, nel nord dell’Etiopia, fu il pretesto per l’inizio di una
vera e propria guerra totale. Ufficialmente nel 2000 ci fu il cessate il fuoco
ma seguirono operazioni di netto contrasto che mai ebbero termine proprio fino ad oggi, destabilizzando l’intera regione orientale.
Lo scorso
luglio ad Asmara, finalmente e soprattutto grazie al nuovo Presidente etiope Abiy
Ahmed che ha riconosciuto vecchi accordi e aperto alla cooperazione tra i due
governi, è stato firmato un trattato di pace che prevede la fine dello stato di
guerra, l’apertura delle rispettive ambasciate, lo sviluppo delle vie di
trasporto e di commercio, il sostegno negli ambiti economici, socioculturali e
della sicurezza.
Inoltre le due nazioni
si sono impegnate a lavorare insieme per la pace della regione.
Questo impegno ha
avuto subito una prima conseguenza sostanziale: un incontro, avvenuto lo scorso
5 settembre sempre ad Asmara, tra Eritrea, Etiopia e Somalia, durante il quale è
stata firmata una dichiarazione di cooperazione tra i tre Stati su diversi
piani ed istituita una commissione per definire gli interventi (Joint
High-Level Committee).
Il giorno
successivo i leader dei tre Paesi hanno poi immediatamente aggiunto un altro pezzo
importante al loro puzzle. Si sono trasferiti a Gibuti, un piccolo Stato confinante
con ciascuno dei presenti all’appuntamento ma considerevolmente strategico per
la geopolitica della zona in quanto si affaccia sullo stretto di Bab el-Mandeb e
governa questo importante snodo mondiale per i traffici commerciali navali. Qui
hanno posto le basi per cercare di risolvere la disputa decennale tra Eritrea e
Gibuti, l’ultimo vero scoglio per ristabilire una completa e duratura pace dell’intero
Corno d’Africa.
A cascata ed
alla luce di questo clima sereno anche altri antichi rapporti, come ad esempio
quello tra Egitto ed Eritrea, stanno cominciando a rasserenarsi.
L’alba di un
nuovo giorno si sta affacciando in tutta l’Africa Orientale e questo non può
che far bene a tutta l’umanità.

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