E’ il più antico sito in Italia di arte gotico-cistercense ed è stato dichiarato monumento nazionale nel 1874.
Ci troviamo
nella provincia di Latina tra le cittadine di Priverno e Sonnino. Qui alla fine
del XII secolo alcuni monaci borgognoni di ordine cirstercense, attraverso la
cessione da parte di Papa Innocenzo II, entrarono in possesso di un piccolo
monastero benedettino.
L’opera dei
monaci portò prima al risanamento dei terreni intorno al sito, un’area paludosa
bonificata attraverso la costruzione di fossi e canali collegati al vicino
fiume Amaseno (da qui probabilmente deriva il nome “Fossanova”), e
successivamente alla edificazione della vera e proprio abbazia terminata
nell’anno 1208.
Il complesso
dell’Abbazia di Fossanova riprende la caratteristica tipologia
dell’architettura cistercense, formato da diversi ambienti con una precisa
disposizione spaziale intorno ad un grande chiostro.
Si comincia dal
lato nord con la chiesa di Santa Maria (dedicata anche al martire Santo
Stefano) sulla cui facciata esterna si nota immediatamente un portale
considerevolmente ornato e il grande rosone posto sopra lo stesso. L’interno dell’edificio
invece, a pianta cruciforme suddivisa in tre navate interamente realizzate in
travertino, è molto essenziale e spoglio di decorazioni.
La vera e
propria vita di clausura dei monaci si realizzava oltre la “porta dei coristi”,
il passaggio che permette l’entrata al chiostro, centro della vita dei monaci.
Questo cortile
interno era dedicato alla meditazione, mentre le gallerie coperte consentivano
il passeggio e l’accesso agli altri principali locali riservati ai monaci posti
sui lati est e sud: la Sala Capitolare (luogo dove si affrontavano le questioni
di rilievo e si leggevano i capitoli delle Regole di S. Benedetto), lo Scriptorium (dove veniva effettuata la
copia dei libri sacri ed altri testi importanti), il dormitorio, le latrine, l’infermeria,
la casa dell’abate (luogo di rilievo per Fossanova in quanto vi passò qui le
ultime ore di vita San Tommaso d’Aquino).
E ancora il
lavatoio e il refettorio. Il cibo che consumavano i monaci giungeva direttamente
dalle vicine cucine attraverso una apertura nella parete. E proprio le cucine
sono i locali che dividono la parte riservata alla clausura da quella, posta
nella zona ovest, dove vivevano i conversi (il corpo laico
creato da Bernardo di Chiaravalle e costituito da soldati e cavalieri in via di
redenzione) e dove si svolgevano tutte le altre attività necessarie alla
sopravvivenza della comunità.
Sono qui
presenti l’infermeria e i dormitori dei conversi, la foresteria per pellegrini
e viandanti, i magazzini, le stalle, e altro ancora.
Il complesso era
completamente circondato da mura e porte (di cui poco è rimasto), mentre veniva attraversato da un
canale che veniva sfruttato anche per l’itticoltura, per azionare il mulino e
per lo scarico delle acque nere.
E’ davvero
piacevole immergersi in questo luogo dove sembra di tornare indietro nel tempo.
Un luogo di pace e silenzio dove gli incontri con le persone avvengono con
gentilezza e sorrisi.
Ricordo ancora
la volta quando, seduto in un angolo del giardino con le bimbe che giocavano nei dintorni, una signora con in mano un cesto di fichi appena colti, passando vicino a noi in
compagnia di un frate (l'abbazia è attualmente affidata ai frati minori), si fermò e ci offrì alcuni frutti.
Oggi l’Abbazia
di Fossanova è un luogo davvero ideale per celebrare matrimoni ed altre
cerimonie. Nel Borgo sono presenti alcune attività commerciali per la
ristorazione e la vendita di prodotti locali. E poi qui si svolge ogni anno nel
mese di agosto un evento particolare e molto partecipato come la Festa
medievale, con cortei in costume, spettacoli, giochi e sapori antichi.





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