mercoledì 19 settembre 2018

Ritorno al Medioevo nel complesso dell'Abbazia di Fossanova.





E’ il più antico sito in Italia di arte gotico-cistercense ed è stato dichiarato monumento nazionale nel 1874.

Ci troviamo nella provincia di Latina tra le cittadine di Priverno e Sonnino. Qui alla fine del XII secolo alcuni monaci borgognoni di ordine cirstercense, attraverso la cessione da parte di Papa Innocenzo II, entrarono in possesso di un piccolo monastero benedettino.

L’opera dei monaci portò prima al risanamento dei terreni intorno al sito, un’area paludosa bonificata attraverso la costruzione di fossi e canali collegati al vicino fiume Amaseno (da qui probabilmente deriva il nome “Fossanova”), e successivamente alla edificazione della vera e proprio abbazia terminata nell’anno 1208.

Il complesso dell’Abbazia di Fossanova riprende la caratteristica tipologia dell’architettura cistercense, formato da diversi ambienti con una precisa disposizione spaziale intorno ad un grande chiostro.


Si comincia dal lato nord con la chiesa di Santa Maria (dedicata anche al martire Santo Stefano) sulla cui facciata esterna si nota immediatamente un portale considerevolmente ornato e il grande rosone posto sopra lo stesso. L’interno dell’edificio invece, a pianta cruciforme suddivisa in tre navate interamente realizzate in travertino, è molto essenziale e spoglio di decorazioni. 

La vera e propria vita di clausura dei monaci si realizzava oltre la “porta dei coristi”, il passaggio che permette l’entrata al chiostro, centro della vita dei monaci.


Questo cortile interno era dedicato alla meditazione, mentre le gallerie coperte consentivano il passeggio e l’accesso agli altri principali locali riservati ai monaci posti sui lati est e sud: la Sala Capitolare (luogo dove si affrontavano le questioni di rilievo e si leggevano i capitoli delle Regole di S. Benedetto), lo Scriptorium (dove veniva effettuata la copia dei libri sacri ed altri testi importanti), il dormitorio, le latrine, l’infermeria, la casa dell’abate (luogo di rilievo per Fossanova in quanto vi passò qui le ultime ore di vita San Tommaso d’Aquino).

E ancora il lavatoio e il refettorio. Il cibo che consumavano i monaci giungeva direttamente dalle vicine cucine attraverso una apertura nella parete. E proprio le cucine sono i locali che dividono la parte riservata alla clausura da quella, posta nella zona ovest, dove vivevano i conversi (il corpo laico creato da Bernardo di Chiaravalle e costituito da soldati e cavalieri in via di redenzione) e dove si svolgevano tutte le altre attività necessarie alla sopravvivenza della comunità.


Sono qui presenti l’infermeria e i dormitori dei conversi, la foresteria per pellegrini e viandanti, i magazzini, le stalle, e altro ancora.

Il complesso era completamente circondato da mura e porte (di cui poco è rimasto), mentre veniva attraversato da un canale che veniva sfruttato anche per l’itticoltura, per azionare il mulino e per lo scarico delle acque nere.

E’ davvero piacevole immergersi in questo luogo dove sembra di tornare indietro nel tempo. Un luogo di pace e silenzio dove gli incontri con le persone avvengono con gentilezza e sorrisi.

Ricordo ancora la volta quando, seduto in un angolo del giardino con le bimbe che giocavano nei dintorni, una signora con in mano un cesto di fichi appena colti, passando vicino a noi in compagnia di un frate (l'abbazia è attualmente affidata ai frati minori), si fermò e ci offrì alcuni frutti.


Oggi l’Abbazia di Fossanova è un luogo davvero ideale per celebrare matrimoni ed altre cerimonie. Nel Borgo sono presenti alcune attività commerciali per la ristorazione e la vendita di prodotti locali. E poi qui si svolge ogni anno nel mese di agosto un evento particolare e molto partecipato come la Festa medievale, con cortei in costume, spettacoli, giochi e sapori antichi.

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