Se non lo avete ancora fatto, dovete assolutamente mettere
in agenda la visita di questa caratteristica cittadina dell’Umbria. Poco
distante dall’uscita dell’autostrada del Sole A1 (tratto Firenze – Roma), la si
nota subito in quanto si erge su una rupe tufacea (325 metri s.l.m.) che domina
tutta la vallata.
La sensazione di fare un tuffo nella storia è sempre
presente passeggiando in ogni stradina di questo borgo. Una storia che comincia
in epoca etrusca con i primi insediamenti del luogo e che visse un periodo di
grande splendore nel Medioevo. Da ricordare poi che Orvieto fu centro
strategico per lo Stato Pontificio e, soprattutto, per i Cavalieri
Templari: la città è stata un
importantissimo nucleo produttivo e finanziario per l’Ordine ottenendo il ruolo
di terza Precettoria in Italia.
Tra i numerosi elementi storico-artistici presenti non si
può che cominciare dal Duomo, un bellissimo esempio di architettura gotica, la
cui costruzione ebbe inizio nel 1290 e terminò ben 3 secoli dopo. La sua
facciata è un vero capolavoro realizzata sotto la direzione di diversi artisti
che si susseguirono nel tempo.
Prima che sorgesse il Duomo, la vita religiosa e politica
era tutta centrata nell’attuale Piazza della Repubblica dove, accanto al
Palazzo Comunale, è presente la Chiesa di “Sant’Andrea” costruita proprio sopra
i resti di un tempio etrusco (alcuni visibili nella cripta interna).
Qualche passo più avanti lungo Corso Cavour, si trova il
Palazzo dei Sette (sede delle arti) e la Torre del Moro. Siamo proprio nel centro
della città. Qui convergono i vertici dei quattro quartieri in cui è divisa l’urbe.
Salendo i gradini della torre, alta poco meno di 50 metri, si arriva ad un
terrazzo da dove si può godere della vista panoramica di tutta l’area
circostante.
Altro importante sito è il Palazzo del Popolo che fu residenza
del Capitano, del Podestà e dei Sette Signori, e poi monte di pietà, scuola,
teatro, centro congressi e museo. La piazza antistante è ancora oggi sede del
mercato cittadino.
Dopo aver fatto una piacevole passeggiata in superficie, ora
non si può fare altro che cambiare decisamente prospettiva. E’ proprio quando si
scende nel sottosuolo che esplode tutta la magia.
La caratteristica conformazione geologica e la conseguente
particolare circolazione delle acque hanno facilitato in questo luogo la
realizzazione di una vera e propria città sotterranea. Lo strato tufaceo fu
scavato un po’ ovunque per realizzarvi grotte, gallerie, cisterne e pozzi. Sono
1200 le cavità censite ufficialmente anche se dovrebbero essercene almeno un
altro migliaio. Praticamente ogni casa, costruita con i materiali di scavo,
aveva la sua cantina nel sottosuolo.
Indubbiamente tanti eventi più o meno importanti si sono compiuti
nell’oscurità di questa fitta rete di gallerie, ambienti e passaggi con il
mondo emerso. Probabilmente molti sono ancora segreti. La visita guidata alla
Orvieto ipogea vi farà immergere in questa atmosfera davvero suggestiva. Farete
un viaggio nel passato a contatto con alcuni elementi archeologici e osserverete
le tecniche di scavo e gli utilizzi degli ambienti nei diversi periodi storici:
luoghi di culto, frantoi, ricoveri per gli animali, rifugi antiaerei e altro ancora
(per info www.orvietounderground.it).
Una delle attrattive principali delle città che non dovete
assolutamente perdervi è proprio un elemento di questo mondo: il Pozzo di San
Patrizio (o Pozzo della Rocca). Profondo 54 metri presenta 70 aperture sulle
pareti e 258 scalini. La caratteristica è che si scende e si sale per diverse
scale, poiché sono presenti due rampe a
chiocciola indipendenti per la circolazione interna. Ciò serviva a facilitare
il lavoro dei muli che dovevano andare a prendere l’acqua in fondo al pozzo.
Spero di aver attirato la vostra curiosità e avervi fatto
venire voglia di andare presto a fare visita a questa città molto particolare.
Prima di lasciarvi devo concludere dicendovi di non ripartire senza aver prima assaporato
i piatti tipici della cucina orvietana. Tra le specialità gli umbrichelli al
tartufo, il piccione, la palomba alla leccarda, i bocconcini di cinghiale e tanto
altro, accompagnati da qualche buon vino locale come l’Orvieto DOC, ulteriore elemento
di rilievo della storia millenaria di questo luogo.
Come vedete nella foto di una turista quasi per caso (mia
moglie Claudia!!!), la soddisfazione sarà così davvero totale.





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