domenica 9 settembre 2018

La magia di Orvieto: una storia legata al tufo e all’acqua.



Se non lo avete ancora fatto, dovete assolutamente mettere in agenda la visita di questa caratteristica cittadina dell’Umbria. Poco distante dall’uscita dell’autostrada del Sole A1 (tratto Firenze – Roma), la si nota subito in quanto si erge su una rupe tufacea (325 metri s.l.m.) che domina tutta la vallata.

La sensazione di fare un tuffo nella storia è sempre presente passeggiando in ogni stradina di questo borgo. Una storia che comincia in epoca etrusca con i primi insediamenti del luogo e che visse un periodo di grande splendore nel Medioevo. Da ricordare poi che Orvieto fu centro strategico per lo Stato Pontificio e, soprattutto, per i Cavalieri Templari: la città è stata un importantissimo nucleo produttivo e finanziario per l’Ordine ottenendo il ruolo di terza Precettoria in Italia.

Tra i numerosi elementi storico-artistici presenti non si può che cominciare dal Duomo, un bellissimo esempio di architettura gotica, la cui costruzione ebbe inizio nel 1290 e terminò ben 3 secoli dopo. La sua facciata è un vero capolavoro realizzata sotto la direzione di diversi artisti che si susseguirono nel tempo.

Prima che sorgesse il Duomo, la vita religiosa e politica era tutta centrata nell’attuale Piazza della Repubblica dove, accanto al Palazzo Comunale, è presente la Chiesa di “Sant’Andrea” costruita proprio sopra i resti di un tempio etrusco (alcuni visibili nella cripta interna).


Qualche passo più avanti lungo Corso Cavour, si trova il Palazzo dei Sette (sede delle arti) e la Torre del Moro. Siamo proprio nel centro della città. Qui convergono i vertici dei quattro quartieri in cui è divisa l’urbe. Salendo i gradini della torre, alta poco meno di 50 metri, si arriva ad un terrazzo da dove si può godere della vista panoramica di tutta l’area circostante.

Altro importante sito è il Palazzo del Popolo che fu residenza del Capitano, del Podestà e dei Sette Signori, e poi monte di pietà, scuola, teatro, centro congressi e museo. La piazza antistante è ancora oggi sede del mercato cittadino.

Dopo aver fatto una piacevole passeggiata in superficie, ora non si può fare altro che cambiare decisamente prospettiva. E’ proprio quando si scende nel sottosuolo che esplode tutta la magia.

La caratteristica conformazione geologica e la conseguente particolare circolazione delle acque hanno facilitato in questo luogo la realizzazione di una vera e propria città sotterranea. Lo strato tufaceo fu scavato un po’ ovunque per realizzarvi grotte, gallerie, cisterne e pozzi. Sono 1200 le cavità censite ufficialmente anche se dovrebbero essercene almeno un altro migliaio. Praticamente ogni casa, costruita con i materiali di scavo, aveva la sua cantina nel sottosuolo.


Indubbiamente tanti eventi più o meno importanti si sono compiuti nell’oscurità di questa fitta rete di gallerie, ambienti e passaggi con il mondo emerso. Probabilmente molti sono ancora segreti. La visita guidata alla Orvieto ipogea vi farà immergere in questa atmosfera davvero suggestiva. Farete un viaggio nel passato a contatto con alcuni elementi archeologici e osserverete le tecniche di scavo e gli utilizzi degli ambienti nei diversi periodi storici: luoghi di culto, frantoi, ricoveri per gli animali, rifugi antiaerei e altro ancora (per info www.orvietounderground.it).

Una delle attrattive principali delle città che non dovete assolutamente perdervi è proprio un elemento di questo mondo: il Pozzo di San Patrizio (o Pozzo della Rocca). Profondo 54 metri presenta 70 aperture sulle pareti e 258 scalini. La caratteristica è che si scende e si sale per diverse scale, poiché sono presenti due rampe a chiocciola indipendenti per la circolazione interna. Ciò serviva a facilitare il lavoro dei muli che dovevano andare a prendere l’acqua in fondo al pozzo.


Spero di aver attirato la vostra curiosità e avervi fatto venire voglia di andare presto a fare visita a questa città molto particolare.

Prima di lasciarvi devo concludere dicendovi di non ripartire senza aver prima assaporato i piatti tipici della cucina orvietana. Tra le specialità gli umbrichelli al tartufo, il piccione, la palomba alla leccarda, i bocconcini di cinghiale e tanto altro, accompagnati da qualche buon vino locale come l’Orvieto DOC, ulteriore elemento di rilievo della storia millenaria di questo luogo.

Come vedete nella foto di una turista quasi per caso (mia moglie Claudia!!!), la soddisfazione sarà così davvero totale.

Nessun commento:

Posta un commento

Invito alla lettura: Tutte le strade partono da Roma di F. Rutelli

                            di Claudio Strizzi (realizzato per il blog LabMente) Tutte le strade partono da Roma. Una storia fatta di comple...