«Hai superato i
confini della mappa, amico. Qui ci sono i mostri».
Lo spirito giusto per entrare nel Parco dei Mostri di
Bomarzo, situato a qualche chilometro di distanza da Viterbo, è ripensare a questa
frase tratta dal film “I pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna”.
Un misto di mistero e fantasia deve sempre accompagnare la
visita di questo bosco incantato con ben 36 punti di interesse.
E fitta di mistero è anche la sua storia. Siamo intorno alla
seconda metà del 1500 quando in una valle ricoperta da macchia e cosparsa da imponenti
rocce di peperino e basalto la razionalità artistica del tempo, vincolata ad ordine
e regolarità, si smarrì per essere rimpiazzata da fantasia e immaginazione.
Anche il motivo rimane incerto: c’è chi parla di passione,
chi di sconforto, chi di bellezza. Quello che è certo è che il Sacro bosco o la
Villa delle Meraviglie (altre due denominazioni del posto) sono frutto di personali
ed intime ragioni.
In quel tempo il signore di Bomarzo era il principe Pierfrancesco
Orsini sposato con la bella moglie Giulia Farnese di Latera. La loro vita matrimoniale
fu molto travagliata a causa della carriera militare di Vicino (soprannome di Pierfrancesco
Orsini), che comportò la partecipazione a molte campagne, una lunga prigionia ed
anni lontano da casa. Forse nel 1552, ma sicuramente in uno dei pochi momenti
in cui era presente a Bomarzo, lo stesso principe commissionò all’architetto Pirro
Liguoro questo complesso molto particolare dedicato alla moglie Giulia.
Tra storia, mito e magia sono qui presenti, in un percorso labirintico fatto di scale, strettoie, varchi e vialetti, tante statue e diversi edifici di varie grandezze.
Per prima cosa vedrete due sfingi a guardia dell'entrata che danno il benvenuto al parco e mettono in guardia il visitatore.
«Tu ch'entri qua pon mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per l'arte», è la scritta presente sulla prima sfinge, seguita immediatamente dall'altra che reca: «Chi con ciglia inarcate et labbra strette non va per questo loco manco ammira le famose del mondo moli sette».
Più avanti incontrerete tanti animali mitologici e mostri di pietra giganti. L'Orco è probabilmente l'attrazione più importante del parco, ma tutti hanno una specifica particolarità.
Tra tante statue arriverete anche ad un edificio molto singolare: la Casa Pendente. Qui tutto vi sembrerà davvero strano e sfido tutti a non avere nemmeno un'esitazione camminandoci dentro.
Non dico altro per non togliere stupore e sorpresa. Ad ognuno le proprie emozioni e sensazioni.
Una raccomandazione: fate giocare i bimbi con la fantasia e fateli divertire il più possibile.
Vi lascio con un'ultima frase, una delle tante iscrizioni che leggerete sul percorso, ma quella che dovrebbe fare da spot a questo fantastico luogo.
«Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder maraviglie alte et stupende, venite qua dove son facce horrende elefanti leoni orsi orchi e draghi».






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