Uno dei viaggi in treno più belli al mondo è sicuramente quello tra Tirano (Italia) e St. Moritz (Svizzera). Il Bernina Express, meglio conosciuto come Trenino Rosso del Bernina, offre uno spettacolo davvero incantevole ed emozionante.
Questa ferrovia a scartamento ridotto (o più precisamente a scartamento metrico), che nel 2010 ha compiuto 100 anni di vita, è gestita dalla Ferrovia Retica, una società operante nei settori del trasporto merci e persone (pendolari e turisti).
E’
stata una delle prime linee elettriche, realizzata per facilitare i collegamenti
tra la Valtellina e il Cantone dei Grigioni. La costruzione fu davvero difficile
a causa delle particolari opere ingegneristiche, legate ad altitudine e
pendenze, ed ai conseguenti ingenti investimenti finanziari (la maggior parte dei
capitali furono resi disponibili dalle banche di Basilea).
Nel 2008 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
Ma veniamo al viaggio vero e proprio.
Partendo dall’Italia si deve raggiungere Tirano, un comune
italiano che sorge ad un’altitudine di 450 metri e che dista circa 2 chilometri
dal confine con la Svizzera. La sua è una posizione geografica molto strategica
in quanto è confluenza di particolari elementi naturali come i fiumi Adda e Poschiavo e
le valli Vatellina e Val Poschiavo, oltre ad essere crocevia di importanti vie
di comunicazione stradali e, appunto ferroviarie. La cittadina è piccola ma
resa elegante da viali e strade alberate, giardini molto curati e palazzi
signorili. Tra i luoghi di maggior interesse troviamo il Santuario della
Madonna di Tirano, alcuni palazzi residenze delle famiglie nobiliari della
Valtellina (XVII secolo) e la piazza delle Stazioni dove in un edificio del 1927 in stile liberty-decò c'è il capolinea del Bernina
Express (attenzione a non sbagliare con la stazione Trenord presente anch'essa nella piazza).
Appena entrati troverete i locali dove poter acquistare i biglietti e alcuni souvenir, anche se consiglio di farlo in anticipo per essere sicuri di trovare posto. Potrete decidere inoltre di prenotare con l'opzione carrozze panoramiche o salire d'estate su quelle scoperte (dipende dalle condizioni meteo e, nel caso, comunque meglio con un giaccone a portata di mano).
Una volta a bordo comincia il viaggio. Un percorso che vi porterà a St. Moritz in circa 2 ore e mezza, con la possibilità di scendere in alcune fermate molto pittoresche. Un tracciato armoniosamente immerso nel contesto montano, in un perfetto connubio tra paesaggi naturali ed elementi antropici.
Una volta a bordo comincia il viaggio. Un percorso che vi porterà a St. Moritz in circa 2 ore e mezza, con la possibilità di scendere in alcune fermate molto pittoresche. Un tracciato armoniosamente immerso nel contesto montano, in un perfetto connubio tra paesaggi naturali ed elementi antropici.
La prima particolare attrazione che si incontra è una delle più spettacolari strutture testimonianza del lavoro pionieristico fatto nell'epoca della costruzione della ferrovia, ovvero il Viadotto circolare di Brusio. Per superare un importante dislivello in uno spazio ristretto della Val Poschiavo, questo tratto è stato realizzato a forma di spirale a 360°.
Poco più avanti si costeggia il bellissimo Lago di Poschiavo, sorto a seguito dell'antica frana del Monte Glümelin, sulle cui sponde ci sono i paesi di Le Prese e Miralago.
Sul treno, percorrendo i chilometri tra una stazione e l'altra, ricordo un fatto davvero curioso che mi è capitato di osservare. Un gruppo di turisti brasiliani era seduto proprio di fronte a me ed al momento del controllo dei biglietti si sono rivolti al capotreno nella loro lingua. In un attimo mi sono trovato ad ascoltare una conversazione di diversi minuti in portoghese: il dipendente delle ferrovie retiche aveva vissuto diversi anni proprio nella città da dove venivano quei turisti. E dopo aver terminato il controllo dei biglietti di tutti i viaggiatori, era di nuovo insieme a loro per parlare di luoghi conosciuti e tante cose comuni, oltre che a farsi delle foto ricordo.
Nel mentre però si continua a salire con gli occhi che non riescono a staccarsi mai dal finestrino. Alla fermata Poschiavo raggiungiamo i 1.000 metri di altitudine. Da qui la salita si fa sempre più ripida.
I 2.000 metri si superano in prossimità dell'Alp Grüm. Questo luogo, collegato solo dalla via ferrata attraverso una serie di gallerie, offre la possibilità di godere di un fantastico scenario. Si può scendere per qualche minuto, il tempo necessario per scattare alcune foto e per sostare sul balcone panoramico della stazione, un edificio molto caratteristico costruito con pietre di cava che ospita delle tipiche locande. Qui incontriamo anche diversi escursionisti arrivati fin qui attraverso uno dei tanti sentieri ben segnalati.
Il punto più alto della linea, però, lo si tocca alla stazione successiva. Siamo al Passo Bernina a quota 2.253 metri e la relativa fermata è chiamata Ospizio Bernina per la presenza di un albergo. Questo è anche il luogo spartiacque tra il Lago Bianco e il più piccolo Lej Nair. Da qui è possibile ammirare tutta la bellezza dei ghiacciai e delle vette delle Alpi Retiche occidentali che raggiungono anche i 4.000 metri: Piz Cambrena (3.603 m), Piz Bernina (4.050 m), Piz Palü (3.901 m), Piz Roseg (3.937 m), Piz Morteratsch (3.751 m). Panorama che è possibile apprezzare ancora meglio dai più coraggiosi utilizzando la funivia Diavolezza che parte dalla omonima fermata poco distante e arriva ad un rifugio a quota 3.000 metri.
Siamo ora nel tratto di discesa e lo sferragliamento del treno ci accompagnerà fino a St. Moritz (1.775 m), passando prima per l'ultima fermata intermedia: Pontresina.
Questa cittadina sorge lungo le sponde del fiume Inn al riparo dai venti e baciata dal sole. E' un posto principalmente di villeggiatura con numerosi complessi alberghieri in stile belle époque. Da qui è possibile fare delle belle escursioni come, ad esempio, l'affascinante giro in una carrozza trainata da cavalli in Val Roseg.
Ancora qualche minuto e con l'arrivo al nostro capolinea scendiamo dal treno.
St. Moritz deve la sua fama a due particolari caratteristiche: la presenza di millenarie sorgenti termali (lo sfruttamento parte dall'età del bronzo) e per le numerose manifestazioni sportive (tra le quali due edizioni dei Giochi Olimpici Invernali). La città non ha un vero e proprio centro storico ma si divide in più zone. Nella parte alta sopra la stazione ferroviaria (St. Moritz Dorf) si trovano alcuni musei ed i luoghi di maggiore interesse storico-architettonico: il Palazzo del Comune, la Torre Pendente (risalente al XII secolo questa torre è alta 33 metri e presenta una pendenza maggiore di quella di Pisa), alcune chiese come quella chiamata Futura, la statua di Johannes Badrutt (uno dei primi e più importanti albergatori della zona vissuto tra il 1819 e il 1889), e poco altro. Nella parte pianeggiante (St. Moritz Bad) si concentrano impianti sportivi e la zona termale. Al centro il lago che permette una piacevole passeggiata d'estate mentre in determinate giornate d'inverno offre l'entusiasmante spettaccolo del White Turf, una corsa di cavalli sul ghiaccio. Tutto intorno un numero consistente di impianti (compresa la funicolare a cremagliera) permettono la risalita per godere di panorami mozzafiato e la pratica di attività sportive ed escursionistiche per tutte le età. Per il resto è tutto predisposto per il jet set e per un moderno stile di vita di lusso: alberghi da favola, ristoranti gourmet, boutique di alta moda, casinò.
La nostra giornata però non è ancora finita perché, dopo aver girato per alcune ore in questa elegante città svizzera, bisogna fare ritorno sul bellissimo trenino rosso. Ci aspettano i paesaggi mozzafiato dell'andata che stavolta vedremo da una diversa prospettiva così da permetterci nuove scoperte e tante altre emozioni.
Tornati a Tirano termina definitivamente questo nostro viaggio. Tante belle sensazioni ed un unico dispiacere, quello di aver avuto a disposizione un solo giorno per conoscere le tante particolarità di questo territorio davvero incantevole.
Poco più avanti si costeggia il bellissimo Lago di Poschiavo, sorto a seguito dell'antica frana del Monte Glümelin, sulle cui sponde ci sono i paesi di Le Prese e Miralago.
Sul treno, percorrendo i chilometri tra una stazione e l'altra, ricordo un fatto davvero curioso che mi è capitato di osservare. Un gruppo di turisti brasiliani era seduto proprio di fronte a me ed al momento del controllo dei biglietti si sono rivolti al capotreno nella loro lingua. In un attimo mi sono trovato ad ascoltare una conversazione di diversi minuti in portoghese: il dipendente delle ferrovie retiche aveva vissuto diversi anni proprio nella città da dove venivano quei turisti. E dopo aver terminato il controllo dei biglietti di tutti i viaggiatori, era di nuovo insieme a loro per parlare di luoghi conosciuti e tante cose comuni, oltre che a farsi delle foto ricordo.
Nel mentre però si continua a salire con gli occhi che non riescono a staccarsi mai dal finestrino. Alla fermata Poschiavo raggiungiamo i 1.000 metri di altitudine. Da qui la salita si fa sempre più ripida.
I 2.000 metri si superano in prossimità dell'Alp Grüm. Questo luogo, collegato solo dalla via ferrata attraverso una serie di gallerie, offre la possibilità di godere di un fantastico scenario. Si può scendere per qualche minuto, il tempo necessario per scattare alcune foto e per sostare sul balcone panoramico della stazione, un edificio molto caratteristico costruito con pietre di cava che ospita delle tipiche locande. Qui incontriamo anche diversi escursionisti arrivati fin qui attraverso uno dei tanti sentieri ben segnalati.
Il punto più alto della linea, però, lo si tocca alla stazione successiva. Siamo al Passo Bernina a quota 2.253 metri e la relativa fermata è chiamata Ospizio Bernina per la presenza di un albergo. Questo è anche il luogo spartiacque tra il Lago Bianco e il più piccolo Lej Nair. Da qui è possibile ammirare tutta la bellezza dei ghiacciai e delle vette delle Alpi Retiche occidentali che raggiungono anche i 4.000 metri: Piz Cambrena (3.603 m), Piz Bernina (4.050 m), Piz Palü (3.901 m), Piz Roseg (3.937 m), Piz Morteratsch (3.751 m). Panorama che è possibile apprezzare ancora meglio dai più coraggiosi utilizzando la funivia Diavolezza che parte dalla omonima fermata poco distante e arriva ad un rifugio a quota 3.000 metri.
Siamo ora nel tratto di discesa e lo sferragliamento del treno ci accompagnerà fino a St. Moritz (1.775 m), passando prima per l'ultima fermata intermedia: Pontresina.
Questa cittadina sorge lungo le sponde del fiume Inn al riparo dai venti e baciata dal sole. E' un posto principalmente di villeggiatura con numerosi complessi alberghieri in stile belle époque. Da qui è possibile fare delle belle escursioni come, ad esempio, l'affascinante giro in una carrozza trainata da cavalli in Val Roseg.
Ancora qualche minuto e con l'arrivo al nostro capolinea scendiamo dal treno.
St. Moritz deve la sua fama a due particolari caratteristiche: la presenza di millenarie sorgenti termali (lo sfruttamento parte dall'età del bronzo) e per le numerose manifestazioni sportive (tra le quali due edizioni dei Giochi Olimpici Invernali). La città non ha un vero e proprio centro storico ma si divide in più zone. Nella parte alta sopra la stazione ferroviaria (St. Moritz Dorf) si trovano alcuni musei ed i luoghi di maggiore interesse storico-architettonico: il Palazzo del Comune, la Torre Pendente (risalente al XII secolo questa torre è alta 33 metri e presenta una pendenza maggiore di quella di Pisa), alcune chiese come quella chiamata Futura, la statua di Johannes Badrutt (uno dei primi e più importanti albergatori della zona vissuto tra il 1819 e il 1889), e poco altro. Nella parte pianeggiante (St. Moritz Bad) si concentrano impianti sportivi e la zona termale. Al centro il lago che permette una piacevole passeggiata d'estate mentre in determinate giornate d'inverno offre l'entusiasmante spettaccolo del White Turf, una corsa di cavalli sul ghiaccio. Tutto intorno un numero consistente di impianti (compresa la funicolare a cremagliera) permettono la risalita per godere di panorami mozzafiato e la pratica di attività sportive ed escursionistiche per tutte le età. Per il resto è tutto predisposto per il jet set e per un moderno stile di vita di lusso: alberghi da favola, ristoranti gourmet, boutique di alta moda, casinò.
La nostra giornata però non è ancora finita perché, dopo aver girato per alcune ore in questa elegante città svizzera, bisogna fare ritorno sul bellissimo trenino rosso. Ci aspettano i paesaggi mozzafiato dell'andata che stavolta vedremo da una diversa prospettiva così da permetterci nuove scoperte e tante altre emozioni.
Tornati a Tirano termina definitivamente questo nostro viaggio. Tante belle sensazioni ed un unico dispiacere, quello di aver avuto a disposizione un solo giorno per conoscere le tante particolarità di questo territorio davvero incantevole.







Nessun commento:
Posta un commento